[ repressione ] 09 Giugno, 2008 17:18
Riceviamo e diffondiamo chiedendone massima diffusione

Da epo(po)lis torino

La polemica. I senzatetto al sindaco: «Se verrà sgomberato l'asilo occupato, piazzeremo le tende in centro»
Squatters, è un ultimatum «Sfrattateci e sarà il caos»
Dai centri sociali una risposta chiara a Chiamparino: «Noi dalla struttura di via Alessandria non ce ne andiamo, anzi ospitiamo spesso chi non ha una casa».

Al posto del tricolore sventola una bandiera col teschio.

La risposta. li anarchici del centro di via Alessandria commentano l'annuncio di un prossimo sgombero

Un operaio del quartiere: «Non voglio vadano via, mi hanno insegnato a usare il pc»
Stefania Aoi stefania.aoi@epolis.sm
«Se ci mandano via da qui, ci stabiliremo nel centro città. Questo Chiamparino lo sa». È uno squatter incontrato davanti all'ex asilo occupato di via Alessandria che parla. Commenta l'annuncio del sindaco di venerdì scorso, durante il tavolo sulla sicurezza in municipio: il Principe di Napoli potrebbe presto essere sgomberato per fare spazio ai rifugiati politici.
Un'idea che non fa certo piacere ai venti occupanti dell'edificio al civico 12. Sui muri dell'edificio decine di tazebao, manifesti ritraggono un Chiamparino con la svastica sul braccio e alle spalle del primo cittadino i volti di alcuni esponenti della Lega. Una bandiera nera con il teschio sventola al posto del tricolore. La A degli anarchici è dipinta sul comignolo dello stabile. Disegni e colori sui muri. Un ragazzo dal sorriso gentile apre l'uscio, ma dice solo: «Sul nostro blog c'è scritto tutto quello che pensiamo sull'argomento». È il coinquilino che invece racconta di essere arrivato 13 anni fa nell'ex asilo, e che questa, è ora la sua casa: «Vivo qui - spiega - e a parte questo, non capisco perchè vogliano spendere soldi per farci sloggiare. Non disturbiamo nessuno e siamo ben integrati con la gente del quartiere». Sono arrivati nel 1995, «prima di noi, qui venivano i tossici a bucarsi - ricorda - i muri cadevano a pezzi». Adesso invece, spiega lo squatter, la droga è tenuta alla larga da via Alessandria. Pasquale B. operaio alla Neew Rubbertex, abita poco distante, si avvicina perchè vuole testimoniare l'amicizia con i ragazzi dell'ex asilo occupato: «Mi hanno persino insegnato a usare il computer. Certo non sono diventato un mago dell'informatica - si schernisce - ma qualcosa l'ho appresa». Al bar all'angolo il barista racconta che i problemi del quartiere sono ben altri e mentre lo dice dal suo locale esce un uomo barcollante con un bottiglione di vino.
Qualcuno grida: «Non ha pagato ». E il barista corre all'inseguimento, brontolando: «Ecco i nostri problemi». Una scena da film.
Due signore eleganti, escono da un portone e salgono sull'auto.
Anche loro giurano: «Il centro sociale? Non dà fastidio».
C'è chi racconta delle loro feste e della gente del rione che a volte contribuisce con qualche piatto preparato in casa.
Del resto lo squatter veterano lo aveva detto: «Facciamo tanta attività sociale: abbiamo ospitato per qualche anno quattro famiglie di romeni, abbiamo una biblioteca. Se ci mandano via distruggeranno tredici anni di attività».
Sul loro blog, è raccontato il resto. Le gesta dell'occupazione del 1995, ci sono gli attacchi all'assessore Borgione e al Comune che più volte ha pensato di farli sloggiare. E poi ci sono le tante iniziative meritorie portate avanti. Come la «Friperie» un luogo di scambio gratuito di vestiti: si possono lasciare indumenti che gli indigenti poi possono ritirare. Vi è «una palestra, grande e non riscaldata», sempre aperta e sempre gratuita. La cucina itinerante: «in solidarietà con chi ha appena occupato una casa, con chi manifesta e resiste sia a Torino che fuori (No Tav)».
Le iniziative
■ ■ Tra le tante attività, la più curiosa è Chez Osvaldin. Il ristorante dell'ex asilo, dove si organizzano cene il cui ricavato va in beneficenza “di chi è nei guai con la legge”, Le cene sono almeno una volta alla settimana. Nel corso degli anni, si legge nel sito, Chez Osvaldin “ha sostenuto un bel po' di gente (tra gli anarchici - e non solo - è facile finire nei guai!). Con avvocati, con il sostegno a chi è dietro le sbarre, ai parenti fuori, a chi è multato perchè pescato ad attaccare manifesti sovversivi, a chi è nei guai e basta senza nulla chiedere del perchè. Da anni il martedì sera l'asilo diventa luogo di incontro, bar e ristorante e musica, distribuzione di libri.
Diverse centinaia di persone ci passano a mangiare e la cucina ospita volentieri chiunque voglia dare una mano”. Il centro sociale sostiene con feste e cene anche Radio Blackout.

In più chi vuole “può usufruire della connessione internet gratuita”.




Un piccolo commento sull'articolo (è una considerazione a livello personale, non a cura dell'Asilo che si farà sentire a breve)

Da mercoledì, per ben tre volte (articolo di mercoledì 4 e di sabato 7 su epo(po)lis torino) la "signorina Aoi" racconta di quello che sta avvendendo in comune.
Per fare un attimo il punto della situazione lo ricapitoliamo qui:

Ottobre: Angeleri (fantaminchione a livello comunale dell'UDC che già più volte ha attaccato l'asilo) si risveglia dal torpore burocraticopolitico e solleva una mozione: Via gli squatter da via alessandria! Dobbiamo darla a Fratia!
La Ilda Curti, che già ai tempi un po' presa male dalle iniziative che la vedevano coinvolta, ricorda al cretidiota dell'UDC che già mesi fa l'associazione aveva abbandonato l'idea di via alessandria dudes, in quanto lo stabile per essere messo a norma secondo le macchinose e insulse regole dello stato richiede troppi investimenti.

La circoscrizione, nelle feci di Ramasso, Augusta Montaruli (la tipa da tutti oramai definita: bersaglio ovofilo semovente) e sparuti consiglieri di destra e seghisti provano in tutte le maniere a trovare nuove e ilari destinazioni d'uso pur di sgomberare lo stabile, ma Babbeo Natale Ramasso rimane irremovibile: "o troviamo una destianzione sensata e non costruita ad arte o non possiamo sgomberare i ragazzi dall'asilo. Anche se non votano, sono contro le leggi e hanno diffuso un articolo privato che mi riguarda direttamente non c'è nulla da fare".
In realtà per il quartiere e per la città inizia a notarsi un "leggero caos generalizzato" dovuto al paventato sgombero: scritte sui muri, incursioni in consiglio comunale, manifestazioni non autorizzate, semplici iniziative di gioia spontanea.

Passano i mesi, arriviamo a marzo e il Chiampa con l'aiuto del servo Borgione ci riprova: Oi raga questa volta li fottiamo a questi sporchi squatter! Li mettiamo contro i profughi del darfur, prossima destinazione d'uso per lo sgombero dell'asilo: rifugio per migranti politici!!!
La risposta è immediata, lo stabile viene blindato in vista di un possibile sgombero (con i complimenti da parte dei vicini per la maestria con cui sono state fatte le barricate, anni di resistenza danno i loro frutti), e gli occupanti partono a fare i turni sul tetto, organizzando insieme ai solidali (e ai profughi che l'asilo non lo vogliono e che dentro ad una guerra tra poveri non vogliono entrare) iniziative delle più variegate.

Dopo l'ultima cena, offerta dal cristiano e abortista Borgione, nella appena inaugurata mensa popolare di corso bologna, la tensione si calma: il comune non ha i fondi per attuare questo piano, ristrutturare l'asilo costa più di un milione di euro, dove li tira fuori? Da due anni deve finire di pagare il pizzo per le olimpiadi del 2006...

Maggio: Finisce il can can delle elezioni, il chiampa deve dimostrare come lui, sindaco di destra (o era di sinistra?), sia all'altezza del nuovo morbido fascismo ora al governo, e fa trapelare la notizia del possibile sgombero dell'asilo, sui cui la signorina Stefania Aoi si butta a pesce morto: UN POSSIBILE SCOOP!
Peccato che delle case occupate (diverse nelle pratiche dai centri sociali), degli anarchici, degli squatteranarcoinsurrezionalisti, dei libertari e dei cani sciolti... non sappia praticamente nulla! Compreso il fatto che:
CON I GIORNALISTI, VOCE ASSERVITA DEL POTERE, NON CI PARLIAMO!

Ed eccoci ad oggi, non so voi ma io inizio ad averne le palle piene di questa tira e molla, forse è il momento di farglielo capire una volta per tutte a chiamparino che:

L'ASILO NON SI TOCCA!!!

Può essere che serva una mano... Ti va di fare qualche proposta?

SOLIDARIETA' AL CONFINO SGOMBERATO!
SOLIDARIETA' AL REPARTO 7-7!
SOLIDARIETA'  A TUTTE LE OCCUPAZIONI!

Un occupante dal sorriso gentile.

P.S.
Attenzione alle persone che paiono buone e gentili, perchè quando si incazzano diventano incontrollabili.


PROGRAMMA INIZIATIVE ASILO OCCUPATO PRINCIPE DI NAPOLI (in via di definizione, non è che l'inizio!):

martedì 10 giugno Cena benefit inguaiati all'incazzata: Menù pieno di rabbia e tiro al bersaglio benefit: colpisci Chiampa e Padoin in pieno volto e vinci un'occupazione!
Durante la cena punto della situazione, prossime iniziative e informazioni sulla settimana di lotta al CPT.

sabato 14 giugno dalle 18.30 alle 23 (poi tutti ad ascoltare i Bellicosi!) aperitivo per il quartiere. Ci volete in mezzo alla strada? Si va ad incominciare!

martedì 17 giugno Cena benefit antipsichiatria a cura del team: repressi, ma mai sottomessi! Distruggi la psichiatria!

Naturalmente, a dispetto delle iniziative qui sopra riportate, se non siete sbirri, fascisti o giornalisti, la porta di via alessandria è sempre aperta!
Se ti va di proporre qualcosa passa a informarti!
[ repressione ] 26 Maggio, 2008 17:27

Stamperia clandestina degli anarchici di TorinoDopo lunghe e approfondite indagini la Digos di Torino, comandata dall'esimio Giuseppe Petronzi, è riuscita a procurarsi una mappa che svela l'ubicazione della stamperia clandestina degli anarchici di Torino.

Il documento, di cui l'attendibilità è comprovata da innumerevoli intercettazioni ambientali, dall'analisi del DNA, del carbonio 14 e dal pendolino del Mago Oronzo, verrà utilizzato quanto prima per debellare questa piaga sociale, che da mesi oramai tiene in scacco le forze dell'ordine della città e l'intelligence mobilitata per risolvere il problema.

Siamo riusciti a entrare in possesso di una copia di questo scottante documento e lo pubblichiamo qui su skateriot, in modo che tutti si rendano conto di come i soldi dei contribuenti siano ben spesi.

Onore ai camerati digos, onore ai nostri eroi! 

Per visualizzare meglio l'ubicazione della stamperia clandestina clicca sull'immagine 

[ repressione ] 24 Maggio, 2008 15:49

torino cronaca investigatore sfigato fonte orino cronaca

Il CASO Bancomat imbrattati con vernice rossa. E gli anarchici diffondono false prime pagine di CronacaQui

La falsa prima pagina di CronacaQui riporta la riproduzione della videata di informa-azione, sito web anarchico.

Un messaggio chiaro, lasciato da qualcuno che probabilmente, qualche problema con le banche l'ha avuto. Al punto di scrivere con vernice rossa e a caratteri cubitali, all'esterno di due filiali bancarie, "Colpa loro se sei più povero".

 Senza firma e senza particolari rivendicazioni. Le scritte sono state fatte la scorsa notte all'esterno dell'Unicredi di via Reggio 4 e della Antonveneta, poco distante, di corso Verona 19. Le hanno trovate gli uomini della Digos di Torino: al momento gli instigatori stanno seguendo ogni pista per poter capire chi sia l'autore di quelle scritte. Probabilmente qualcuno che ha avuto problemi a causa di mutui o prestiti, ma non sembra neppure esclusa la matrice anarchica del gesto.

Mentre di matrice anarchica sono certamente i volantini che sono stati affissi illegalmente per le vie del centro nei giorni scorsi. Volantini contro la testata "CronacaQui", che ne riproducono lo stile grafico. Secondo le prime indiscrezioni, i volantini, che sono di ottima fattura, potrebbero essere stati realizzati dalla stessa stamperia clandestina anarchica che ha prodotto, nelle scorse settimane, i  - anche quelli falsi - della Lega Nord in solidarietà dei naziskin di Verona.

"Ma è ancora presto per fare delle ipotesi concrete", ammettono dagli uffici di via Grattoni.

Sulla matrice del gesto, però, non ci sono dubbi.

La falsa prima pagina di CronacaQui, tra i richiami, riporta infatti la riproduzione della videata di informa-azione, sito web di riferimento dell'area anarchica torinese. Una copia perfetta, quella realizzata dagli squatter, che un occhio poco attento avrebbe potuto confondere con quella vera. Il giornale CronacaQui Torino, però, con quella testata storpiata a partire dal titolo non a però niente a che fare.

Così come non ha niente a che fare con i contenuti e gli attacchi rivolti ad un noto medico da tempo nel mirino degli squatter 

Questo è quel che dicono le inutili e fastidiose pagine instillanti odio e xenofobia.

Dopo aver letto l'articolo di orino cronaca abbiamo riflettuto un attimo.

La carta straccia diretta dall'infame Beppe Fossati volontariamente sorvola su alcuni particolari, che a chi gira per la città non sono sfuggiti.

Su una banca la scritta completa è "Colpa loro se sei più povero, non dei Rom", il problema non è quindi un mutuo andato male, ma i continui attacchi a suon di molotov e violenze per chi ha una tradizione diversa da quella italiana. E su cui oramai è abitudine scaricare le frustazioni di questa repressa italia.

Sull'articolo di T'orino Cronaca Qua Qua, di cui abbiamo riportato una fotografia del volantino attacchinato, e di cui lo stesso giornalaccio dice: "Una copia perfetta, quella realizzata dagli squatter, che un occhio poco attento avrebbe potuto confondere con quella vera" ci domandiamo:
avrebbe potuto confondere per lo stesso aspetto o per gli stessi contenuti, solo un po' più espliciti?

Ai lettori lasciamo rispondere.
[ repressione ] 22 Maggio, 2008 18:52

torino cronaca

Abbiamo trovato questo flyer attacchinato per le vie di Torino, lo pubblichiamo per dovere di cronaca (qua qua). Clicca sull'immagine per ingrandire 

Riferimenti

Scarica il particolare su Parallelo 51

Maggiori informazioni su Gianni Alemanno, duce di Roma

Maggiori informazioni sulla Polizia Italiana e il suo operato

Maggiori informazioni su Torino Cronaca e la sua opera di "mistificazione mediatica"

Maggiori informazioni su Mario Carossa e la sua campagna contro i mendicanti

Maggiori informazioni sulle scritte contro la Lega Nord

Maggiori informazioni su Pirfo Il Boia delle Vallette

[ repressione ] 19 Maggio, 2008 15:37

tratto da: tutti-al-confino.noblogs.org

Oggi abbiamo provato a cercare informazioni su Giordano Conti, sindaco di Cesena.

Apriamo google, scriviamo "Giordano Conti" e che capita?

In quinta posizione:

giordano conti, sindaco di cesena su google

A quanto pare l'astio inizia ad essere palpabile con mano.

Del resto questo non è che l'ultimo passo di una settimana di mobilitazione per lo sgombero.

Ricapitoliamo qui tutte le iniziative degli ultimi giorni:

Martedì 6 maggio - Al Confino viene sgomberato, la fiera delle autoproduzioni in programma per il fine settimana NON viene annullata 

Sabato 10 maggio - Bloccato il traffico sulla Cervese

Martedì 13 maggio - Solidali irrompono a teatro in solidarietà Al Confino 

Giovedì 15 maggio - Solidali irrompono in Comune (a salutare Giordano Conti immaginiamo ;P)

Sabato 17 maggio - Solidarietà Al Confino da parte dei Digos e delle forze del (dis)ordine 

E come dice Il Corriere di Romagna: Comunque è facile immaginare che i ragazzi del Confino colpiranno ancora.

Di nostro non possiamo fare che continuare a dar la nostra solidarietà agli amici di Al Confino, in attesa di sentire parlare di una nuova occupazione in Emilia Romagna... 

[ repressione ] 07 Maggio, 2008 13:26

tratto da www.informa-azione.info

foto fonte www.contrastohc.org e emiliaromagna.indymedia.org

Stamane all'alba, una quantità smodata di energumeni in divisa in assetto da guerra, capeggiata dalla digos di Cesena e Forl, occasionalmente supportata da pompieri, accalappiacani, operai dell'ENEL, facchini, muratori e giornalisti, ha restituito al Confino Squat la sorte che allo stabile sarebbe toccata se un gruppo di persone per 8 anni non l'avesse tenuto in vita: macerie.
Uno stabile vuoto, murato, e prossimo alla demolizione infatti la ragionevole risposta dell'"assistenzialista e democratica" cittadina di Cesena a coloro che da sempre rivendicano il diritto ad una casa e ad uno spazio di libera espressione. Risposta ancor più decisa, qualora gli individui in questione non siano avvezzi a sottostare ad intrallazzi, sotterfugi, ed ammiccanti strizzate d'occhio e strette di mano che il potere progressista, nella sua incessante smania di controllo, di tanto in tanto ripropone.
Così, dopo tre quarti d'ora di resistenza sul tetto, le strade che permettono ai solidali di raggiungere il luogo bloccate da pattuglie e camionette, i cani sedati ed in alcuni casi anestetizzati, lo sbirro tenerello che arranca su una scala per "dialogare amorevolmente" con i ragazzi, ci si rende conto che rimane ben poco da fare.
Poco da fare per mantenere liberato l'edificio, s'intende.
Certo, perchè se lor signori credono, una volta cancellato uno spazio, di aver estirpato da una città il virus irrefrenabile della rivolta e l'innata, esasperata passione per la libertà bhè, sappiano che oggi hanno vinto soltanto la misera mano di un poker destinato a durare fino al giorno in cui non esisteranno più gabbie, nè fisiche nè mentali, fino a quando l'ultimo vincolo gerarchico non sarà spezzato, fino a quando ogni individuo non potrà vivere libero senza delegare ad altri le proprie scelte.
Torniamo oggi, con ancora più forza, a ribadire che le idee non si sgomberano, che quattro pareti murate in poche ore sono solo il contenitore di una forza prorompente che nessuno in grado di dominare.
Ieri eravamo Al Confino, oggi siamo ovunque. Oggi Al Confino ovunque.
Approfittiamo per esternare un sentito applauso al sindaco Giordano Conti, all'assessore Gualdi che ha prontamente firmato l'ordinanza, a tutti gli onesti "lavoratori" che hanno preso parte a questa maxi-operazione di sicuro ampiamente organizzata, ricordando loro che, in ogni caso... Non hanno risolto il problema.
Nella bigotta e perbenista Cesena, quel caro tassello di legalità che manca al tanto ambito controllo sociale, non lo avranno.
Nè ora nè mai.

AL CONFINO SQUAT,
OVUNQUE E COMUNQUE


La 2 Giorni dell'AUTOPRODUZIONE ridimensionata a causa dello sgombero del Confino.

Nuovo Programma:

VENERDI' 9 MAGGIO
allo Spartaco
v. Chiavica Romea (Ravenna)
Benefit per il CONFINO
dalle 17:00 Aperitivo Cena Vegan Presentazione INFO e discussione situazione Al Confino
Concerto con:
Eat You Alive+When Season Change+ED

SABATO 10 MAGGIO
allo SPARTACO a Ravenna
v. chiavica Romea
ore 12:00 INCONTRO E PRANZO VEGAN
ore 14:00 INIZIATIVE CONTRO LO SGOMBERO DEL CONFINO
ore 20:00 Cena Vegan coi Pirati
ore 23:00 serata DJ ALL NIGHT LONG
disponibilità per passare la notte porta sacco a pelo e stuoino

DOMENICA 11 MAGGIO
al Casello Oasi Squat
v. Aiei n.2 Savio (RA)
ore 14:00 INCONTRO SULLE AUTOPRODUZIONI
ore 20:00 Pizza e Concerto

[ repressione ] 29 Aprile, 2008 17:05

fonte:  www.informa-azione.info

Il 1° gennaio 2008, dall’unione delle ex ASL 3 e ASL 4, è nata ufficialmente l’Azienda sanitaria locale TO 2 Torino Nord (Sede legale e amministrativa Corso Svizzera, 164).

In conseguenza di questa fusione delle ASL, lo psichiatra Elvezio Pirfo, meglio noto come «Il Boia delle Vallette» — per come ha impiegato la 7a Sez. psichiatrica del Blocco A per sedare il dissenso carcerario — prenderà le redini della direzione della psichiatria TO 2 Nord, che comprende i seguenti territori di competenza:

  • Circoscrizione 4 (quartieri San Donato, Campidoglio e Parella)
  • Circoscrizione 5 (Vallette, Lucento, Madonna di Campagna e Borgo Vittoria)
  • Circoscrizione 6 (Barriera di Milano, Falchera, Villaretto, Rebaudengo, Regio Parco, Barca, Bertolla)
  • Circoscrizione 7 (Aurora, Vanchiglia, Sassi, Madonna del Pilone)

e i seguenti ospedali:

  • Maria Vittoria e Amedeo di Savoia (ex ASL 3)
  • Ospedale Torino Nord Emergenza San Giovanni Bosco (ex ASL 4)

Se Pirfo verrà confermato nel suo infame ruolo di direttore di psichiatria, i quartieri San Donato, Campidoglio, Parella, Vallette, Lucento, Madonna di Campagna, Borgo Vittoria, Barriera di Milano, Falchera, Villaretto, Rebaudengo, Regio Parco, Barca, Bertolla, Aurora, Vanchiglia, Sassi, e Madonna del Pilone, saranno in balia di uno psichiatra carnefice che della repressione psichiatrica dentro le galere ha fatto il suo cavallo di battaglia. Repressione nella repressione: punire con la psichiatria i detenuti che esprimono dissenso, che fanno scioperi della fame, chiudendoli nella sezione psichiatrica, in isolamento, in condizioni disumane e degradanti, massacrandoli di manganellate chimiche a base di psicofarmaci.

Facciamo un salto indietro, nel 1998, quando Pirfo era Psichiatra consulente del Ministero di Disgrazia e Giustizia presso la Casa Circondariale le Vallette. Nel documento “Il processo Pellissero” apprendiamo che:

“Anche Silvano passa alle Vallette nella sezione psichiatrica 7 del blocco A. C’è il rischio di suicidio ed è sorvegliato a vista 24 ore al giorno. Cella singola senza tavolo sedia e armadietti. Sporcizia ovunque, vomito sangue escrementi e urina essiccati sui pavimenti e sui muri. Un vero porcile degno delle galere turche...”

http://isole.ecn.org/b18/libroSilvano.htm

Ancora, leggiamo la testimonianza di Tristano, ex-detenuto e sopravvissuto agli OPG, che ha narrato la propria esperienza alla 7 Blocco A (gestita dagli psichiatri Pirfo e Pellegrino) in una pubblicazione internazionale sulle torture in psichiatria:

“[..] il personale carcerario non riusciva a gestirmi, per cui venni trasferito in una sezione psichiatrica speciale all’interno dell’istituto carcerario Le Vallette, di Torino. In questa sezione speciale (all’epoca chiamata “Settima Sezione blocco A”) venni rinchiuso in una cella piccolissima [...] la porta esterna era un blindo di metallo riempito di cemento nel cui centro vi era una finestra insonorizzante, con tre strati di vetro, che rendeva possibile vedere dentro la cella, ma il suono non usciva dalla cella, né io potevo udire cosa succedesse fuori quando la porta era serrata; [...] il letto era una branda in metallo fissata al pavimento, cosicché non era possibile spostarla; [...] l’interruttore della luce era situato fuori dalla cella, perciò quando la porta era chiusa solo gli agenti potevano accendere o spegnere la luce; [...] nella cella c’era un televisore, come laquo;compagno.»

“All’arrivo, alla 7a sezione, venivamo spogliati dei lacci, delle cinture e altri cordini; non erano consentiti vestiti con cappuccio, né lamette da barba, matite, aghi da cucire, o qualsiasi oggetto che potesse essere impiegato per autolesionismo. Nel dubbio, gli psichiatri lasciavano la persona con solo un paio di mutande, una canottiera ed una coperta; questa veniva chiamata la «rimozione» ed era intesa per persone sottoposte ad un regime di alta sorveglianza.

“Nella 7a sezione non c’era la contenzione ai letti, il sistema punitivo era il pestaggio rituale. Quindi, oltre agli ordinari abusi giornalieri, di tanto in tanto, nel cuore della notte vedevi spegnersi tutte le luci nel corridoio, e nella sezione cadeva l’oscurità, e poi sentivi i passi di quattro o cinque guardie, e questo significava inequivocabilmente che erano venuti a “servire il bollito” a qualcuno (come si suole dire in carcere). [...]

“Una volta, il mio concellino — c’era il sovraffollamento e mi era stato messo un compagno in cella — diede due batterie all’uomo nella cella di fronte alla nostra. L’uomo ingoiò le batterie — non ce la faceva più a reggere di stare lì, per cui aveva pianificato di finire in un ospedale civile per la rimozione chirurgica delle batterie dallo stomaco, così avrebbe potuto riposare fino alle dimissioni. Quando informò gli agenti di aver ingoiato le batterie, lo trascinarono lungo il corridoio per i capelli, riempiendolo di pugni e calci, e poi vennero nella nostra cella per pestare il mio compagno (che era l’unico nei paraggi ad avere batterie) e gli picchiarono la testa contro il lavandino quattro o cinque volte. Stette male per diversi giorni ma aveva paura di chiamare il medico perché se non avesse spiegato i motivi dei suoi lividi il medico avrebbe accusato me di averlo pestato, e lui non voleva che venissi punito per ciò che gli avevano fatto le guardie. [...] gli psichiatri a capo di simili sezioni occultano tutto questo screditando qualsiasi detenuto che tenti di segnalare ciò che accade lì dentro.”

http://www.oism.info/it/terapia/testimonianze/index.htm

http://www.camhindia.org/first_person_stories.html

Ora, la 7 Sez. Blocco A è divenuta la Sezione Sestante (disagio psichico), di cui ci raccontano che nelle celle sono state inserite telecamere a circuito chiuso per la vigilanza 24/24h sul detenuto. Impossibile scrivere senza essere visti, ogni gesto monitorato dagli agenti al servizio dello psichiatra.

Questo boia, già famigerato per la facilità con cui effettua a nastro TSO e contenzioni al letto al Maria Vittoria e all’Amedeo di Savoia, ora monopolizzerà un’enorme fetta psichiatrica del territorio torinese. Dopo aver psichiatrizzato le carceri ora carcerizzerà la psichiatria torinese ancora di più?

Basta! È tempo che questi schifosi sbirri col camice medico vengano smascherati per quel che sono. Andiamoli a stanare nelle loro conferenze psichiatriche, dove si fanno grandi con i loro discorsi da consulenti dei servizi socio-assistenziali, tra sorrisi e leccate di culo di psicologi, assistenti sociali e arrampicatori sociali di ogni tipo.

Esercitando pressioni sul direttore generale della nuova ASL TO 2 Torino Nord, il dott. Giulio Fornero, forse sarà possibile intralciare l’arrampicata sociale del boia Pirfo e i suoi collaboratori.

Centralini:

  • ex ASL 3: 011.439.3111
  • ex ASL 4: 011.240.1111
  • Fax: 011.439.3785

E-mail:

  • URP ex ASL 3: urp@asl3.to.it
  • URP ex ASL 4: urp@aslto4.it

Contro il carcere ed il controllo sociale. Contro la psichiatria e la repressione. In memoria delle torture psichiatriche inflitte ai compagni dissenzienti nel carcere delle Vallette.

Curriculum di Elvezio Pirfo

Dott. Pirfo Elvezio, nato a Pisciotta (SA) il 10.10.53,

Attualmente è Direttore di Struttura Complessa di Psichiatra dell’ASL 3 di Torino con incarico di Direttore del Dipartimento di Salute Mentale Giulio Maccacaro. Psichiatra consulente del Ministero di Grazia e Giustizia presso la Casa Circondariale le Vallette di Torino dal 1990 al giugno 2002. Direttore del progetto Sperimentale Il Sestante, Servizio PsichiatricoInterno della Casa Circondariale Le Vallette di Torino, dal giugno 2002 a tutt’oggi.